Le Cesarine

Menu

  • Pescato del giorno marinato
  • Spaghetti alla chitarra alle erbe aromatiche e pomodori di Pachino
  • Tortino di pesce azzurro e lattuga, secondo l'uso ebraico
  • Verdure dell'orto fresche
  • Granita di limone con biscotti caserecci



Accurata selezione di vini locali

Descrizione

La cucina di Maria Giacinta è di derivazione arcaica e medievale, rivisitata, e utilizza prodotti locali genuini, spesso biologici e di produzione propria. In particolare, e a seconda delle stagioni, propone le “Lasagne all’uso dei Sicani” fatte con pasta fresca, miele, ricotta, sfilacci di carne e aromi o la “itria di carne”, secondo un ricetta medievale rivisitata. La Sicilia di Maria Giacinta è un ponte verso un'Europa Mediterranea, fatta di scambio, di riconoscimento e contaminazione. Il che, peraltro, risponde a una sua vocazione storica: territorio costiero, frontiera come ciò che sta di fronte e guarda di fronte, con la curiosità intellettuale di conoscere le lingue e le culture che nascono e si svolgono di là dal mare. Sapori vari, ricchezze, trionfi in cui le varie influenze si mescolano fin dai tempi più antichi. Il percorso di Maria Giacinta potrebbe avere una controfigura: Abramo, patriarca delle tre religioni monoteiste. Il Mediterraneo compare con i suoi archetipi e miti ancestrali: vegetali, cereali, pesce, latticini, olio d'oliva. Queste usanze cucinarie erano patrimonio degli antichi popoli della Mesopotamia e dell'Egitto. Maria Giacinta porta tutto questo in tavola esordendo con una salsiccia di ostriche: il budello di cavallo viene riempito con ostriche e verdure di campo. L'accostamento risale a uno capriccio fenicio del primo millennio a.C. Il primo piatto è invece una ricetta siciliana del primo millennio a.C.: sono le lasagne all'uso sicano, pasta sfoglia con miele, ricotta, aromi e filettino di carne. Il miele per gli ebrei simboleggiava la manna; prima si mangiava la sostanza zuccherina estratta dai datteri, poi si passò a utilizzare il miele, nonostante l'ape non fosse considerata pura, in quanto insetto. Per gli ebrei era il simbolo della terra promessa e dell'amore coniugale, era un ottimo conservante per cibi e si narra che Erode, per anni, conservò nel miele il corpo di un giovane amato. Nell'infinita serie di altre specialità, emergono quelle a base di pesce, straordinarie soprattutto per la qualità del pescato proveniente dai tre mari che bagnano l'isola. Ed ecco che nel secondo piatto compare il pesce secondo l'uso degli ebrei in Sicilia, ricetta del primo secolo d.C. per cui il pesce viene cucinato con verdure selvatiche, olio e sale marino. Si racconta che gli ebrei giunsero in Sicilia, naufraghi, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme da parte dei Romani. Secondo altri, arrivarono insieme agli arabi quando questi conquistarono l'isola e vi rimasero, convivendo pacificamente con gli indigeni e i musulmani. Furono fondate giudecche dove vennero trasportate rigide regole alimentari. Il pesce veniva mangiato nella "Kedera" (annerita) o nella "ilpas satum". Come dolce Maria Giacinta porta in tavola le spirali dolci alla cartaginese, ricetta di influenza punica del VII secolo a.C.: l'ingrediente base è la farina, fritta in olio d'oliva per cui i dolci assumono, ogni volta, una forma diversa. Il vino che accompagna i pasti è il vino mirabile insaporito con spezie e petali di fiore secondo l'influenza dei Romani in Sicilia; l'acqua invece, come era nell'antico uso ebraico, viene aromatizzata con cedro, miele e salvia. Il cedro, il cui frutto era molto gradito diede, insieme al cipresso, il suo legno al Re Salomone per costruire il tempio di Gerusalemme.

Servizi

  • Opzione menu vegetariano

  • Pranzo e cena

Il segreto della Cesarina

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